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internazionale
somalia Riepilogo di un fallimento perfetto
ora si prova a ripartire con Mahamud
ca. Ma intanto la pirateria sul mare è La comunità internazionale ha preso Un giorno gli storici classificheranno con molta probabilità la le truppe etiopiche a sostegno del Governo di transizione.
quasi scomparsa. E anche questo è un impegni finanziari per aiutare la Somalia. Somalia non solo come già fanno le agenzie dell’Onu, cioè un Nel 2006 entrarono a Mogadiscio anche le truppe ugande-
chiaro segno di miglioramento. Si parla di due miliardi di dollari. Ma se failed state, uno stato fallito, ma un fallimento perfetto, grazie si, ma il caos è continuato, con un’altra crisi umanitaria e
non verranno accompagnati da un rigoroso al contributo di molti attori, non solo dello state della Somalia. almeno due milioni di profughi. L’anarchia ha favorito an-
Sempre armate, ma leggere sistema di controllo, si riveleranno un male Per capire come si è arrivati a un tale risultato, è utile che il manifestarsi, nel 2008, di un nuovo fattore di instabi-
La verità è che più di venti anni di anar- riassumere per brevissimi tratti la storia degli ultimi 22 an- lità, la pirateria nell’oceano Indiano.
chia non si possono risolvere in poco so i paesi europei e l’America, inizia a di adattamento a vivere come perenni ni. Ex colonia italiana (fino al 1959), indipendente dal La siccità che nel 2011 ha interessato l’intero Corno d’Afri-
tempo. Inoltre in Somalia resta molto rientrare in patria. Il fenomeno non si assistiti. E ci sono poi oltre un milione 1962, la Somalia ha subito la lunga dittatura di Siad Barre ca ha colpito principalmente la Somalia: almeno 300 mila
carente, se non assente, un sistema era mai verificato prima e Mogadiscio, di rifugiati, fra Kenya, Etiopia e altri fino al 1991. Estromesso Siad, la struttura clanica tradizio- morti e tre milioni di rifugiati e sfollati, la metà della popolazio-
giudiziario che vada oltre le consuetu- da città semidistrutta quale era, sta len- paesi. Molti tentano la via dell’Europa: nale della società somala è riemersa; pur senza avere pro- ne. Dalle Corti islamiche sconfitte a Mogadiscio, intanto, erano
dini tribali: l’incertezza del diritto, del tamente rinascendo. Le rimesse degli i somali infatti lamentano molte vitti- blemi di coesistenza, tipici di altri paesi africani, i clan sono nati gli Shabaab, giovani estremisti islamici che hanno control-
diritto uguale per tutti, è uno spinoso emigranti sono pure molto consistenti me nelle traversate del Mediterraneo. diventati i nuovi punti di concentramento del potere e del lato per alcuni anni buona parte del centro-sud del paese.
dato di fatto. Tuttavia, le condizioni di e si nota il desiderio di investire in una La comunità internazionale ha pre- conflitto. Nacquero così i “signori della guerra” e, di fatto, la Intanto, durante questi venti anni, si sono tenute ben 15
sicurezza, almeno nella capitale Moga- città da cui prima si voleva solo fuggire. so impegni finanziari per aiutare la So- guerra di tutti contro tutti, mentre proprio nel 1992 veniva conferenze di pace, tutte inutili. Cinque presidenti si sono sus-
discio, sono tali da aver permesso a Molte abitazioni sono riparate e le en- malia. Si è sentito parlare di due miliar- agli onori della cronaca una terribile carestia. seguiti dal 2004 fino al 10 settembre 2013: Hassan Sheik
monsignor Giorgio Bertin, arcivescovo trate assicurate dalle tasse portuali e ae- di di dollari. Bene o male? Se questi sol- L’intervento “umanitario” americano Restore hope (e poi Mahamud, primo presidente non legato a gruppi militari, ha
di Gibuti e amministratore apostolico roportuali assicurano un certo com- di non verranno accompagnati da un di altre nazioni, tra cui l’Italia) si rivelò inutile e terminò nel raccolto il consenso di una buona maggioranza e oggi control-
della Somalia, di effettuare ben quattro mercio. Si registra anche come elemen- rigoroso sistema di controllo, saranno 1995. Le violenze si diffusero così in tutto il paese fino al la il territorio molto più dei suoi predecessori, anche grazie
visite negli ultimi mesi. to nuovo, asseriscono fonti somale in un male. Non perché i somali siano di- 2004, data di nascita del governo di transizione, che nel all’offensiva militare di forze del Kenya e degli altri paesi, che
Le scorte armate, e bene armate, Italia, un’intensa attività della coopera- versi dagli altri esseri umani, ma per- 2006 è riuscito a insediarsi a Baidoa, ma non nella capitale nel 2012 hanno cacciato gli Shabaab da Mogadiscio. Le innu-
che di solito accompagnavano i rari vi- zione turca: costruzioni, riparazioni, di- ché l’abitudine all’anarchia non genera Mogadiscio. I signori della guerra erano stati cacciati dalla merevoli vittime e le sofferenze di più di venti anni di anar-
sitatori stranieri, non sono scomparse, stribuzioni di viveri alle scuole. atteggiamenti onesti, soprattutto se il capitale dalle Corti Islamiche, un’organizzazione islamica chia locale e d’impotenza internazionale aspettano che la tri-
perché sono comunque occasione di sistema giudiziario è traballante. estremista, che a loro volta vennero cacciate dall’arrivo del- ste vicenda della Somalia volti finalmente pagina.
guadagno, ma ora sono molto più Aiuti necessari. E positivi? Dunque ancora una volta l’aiuto
“leggere”. Monsignor Bertin ha così Pace raggiunta, allora ? Non ancora. I esterno è necessario, ma non è neces-
potuto visitare, tra le altre cose, i pro- gruppi più poveri del paese, soprattut- sariamente positivo. Un notabile so- Intanto, la siccità degli ultimi due anni cendo valere a loro volta interessi locali, in lotta. Le piccole, ma continue azioni
getti che, con l’aiuto di ong locali, Ca- to donne e bambini che non hanno malo in Italia, che chiede l’anonimato, sembra fortunatamente superata: il tribali o clanici che dir si voglia. di sviluppo per riabilitare l’agricoltura,
ritas Somalia ha continuato a sostene- parenti emigrati all’estero, rimangono conferma che dei soldi promessi non si gran numero di sfollati è dovuto soprat- La speranza è comunque che il su- l’assistenza sanitaria e le scuole, che
re in terra somala, e ha registrato un poveri. Vi è ancora una moltitudine di sa quanti arriveranno alla povera gente. tutto a insicurezza e ruberie. I somali, peramento del conflitto dell’ultimo nonostante tutto alcune ong locali (fra
buon clima di collaborazione con le sfollati interni, circa 1,3 milioni, che Sarebbero necessarie la trasparenza, popolo concreto, devono insomma ventennio sia una strada senza ritorno. cui Caritas Somalia) sono riuscite a
autorità politiche nazionali. sopravvive grazie alle razioni alimen- ma anche la gradualità degli aiuti e toccare con mano che la pace conviene Un periodo di anarchia tanto lungo portare avanti anche negli anni peg-
Altri elementi segnalano il cambio di tari del Programma alimentare mon- un’autentica cooperazione fra autorità e non nasconde interessi estranei. In- non sarebbe stato possibile senza giori, mostrano che la pace è ancora
clima in Somalia. La diaspora somala, diale. Per queste persone, il futuro non statali e donor internazionali, per non teressi che i somali sono abilissimi complicità esterne: basti ricordare la possibile. E sempre desiderabile.
soprattutto quella che si era diretta ver- è affatto chiaro, anzi si nota una specie innescare nuovi elementi di conflitto. nell’annusare e nello smascherare, fa- fornitura costante di armi alle fazioni
“È compito mio”, un audiolibro
ricorda la testimonianza di Graziella
Una vita per il servizio agli ultimi. Una vocazione “laica” discreta, ma tenace e co- ARCHIVIO CAMILLIAN TASK FORCE
raggiosa. Fino all’estremo sacrificio della morte. Verrà presentato a Roma martedì
17 dicembre l’audiolibro È compito mio, dedicato alla figura di Graziella Fumagalli,
medico, operatrice di Caritas Italiana, uccisa a Merka, in Somalia, dove dirigeva il
Centro antitubercolosi, domenica 22 ottobre 1995, Giornata missionaria mondiale.
Il sussidio multimediale è basato sui testi del libro Ho nascosto il mio volto, bio- A Wajir presenza di sviluppo,
grafia di Graziella Fumagalli, pubblicato su iniziativa di Caritas Italiana, scritto da
Paolo Brivio ed edito da Emi nel 2000. La ricostruzione della vita, della testimonian- rivive la lezione di Annalena
za e del sacrificio di Graziella, dall’adolescenza in fabbrica nella Brianza degli anni
Sessanta alla formazione e all’esercizio della professione medica all’azione da coo- La volontaria romagnola uccisa dieci anni fa. Camilliani e Caritas
perante in diversi contesti africani (Guinea Bissau, Mozambico e, appunto, Somalia) ne proseguono l’opera
è affidata a brani letti, come nei precedenti audiolibri, a “voci” celebri: attori, sporti-
vi, personaggi pubblici. di Aristelo Miranda l sole caldo accompagna lo del villaggio di Baruaquuo si incro-
È compito mio è l’undicesimo titolo della collana PhonoStorie, dedicata a perso- sguardo di suor Catherine Wan- ciano con le mani degli operatori del-
naggi del ventesimo secolo che sono stati testimoni di giustizia, di pace e di carità, ai minori: a Wajir intervento I ga mentre scende dalla jeep la Camillian Task Force (l’ufficio uma-
ACCANTO AI RIFUGIATI
promossa da Caritas Italiana e Rerum (Rete europea risorse umane) ed edita da ARCHIVIO CARITAS Cure mediche, una serra, cibo della clinica mobile. Barud e nitario dei Camilliani). I bambini se-
John la aiutano a portare il ma-
Multimedia San Paolo. umanitario a più livelli teriale, mentre i sorrisi degli abitanti guono il passo del team verso la tenda
del capo villaggio. Un cordiale benve-
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